Home»Il Salgemma

Il SALGEMMA


L'origine dei giacimenti siciliani

Sei milioni di anni fa la natura compì un prodigio. Il Mediterraneo era isolato dall'Atlantico e della Sicilia erano emersi solo i Peloritani, i Nebrodi, i Sicani, le Madonie, i monti di Palermo e Trapani e l'altopiano Ibleo. L'area circondata da queste catene montuose si presentava come una vasta laguna salmastra nella quale gli apporti di acqua, marina e piovana, erano inferiori rispetto a quanto veniva allontanato per evaporazione dall'azione combinata del sole e del vento.

Ciò portò a un continuo aumento della concentrazione dei sali fino a provocarne la precipitazione: cioè cominciarono a sedimentare, strato su strato, i sali disciolti nell'acqua del mare. I primi a precipitare furono i sali meno solubili, carbonati e solfati. Sopra questo letto di calcari e gessi si depositarono cristalli di cloruri e solfati di sodio, magnesio e potassio, che formarono spesse lenti compatte, cioè i giacimenti di sali alcalini, tra cui il salgemma.

Cos'è il salgemma?

Il salgemma si presenta in cristalli, aggregati granulari o fibrosi, in croste e in stalattiti. Detto anche "sale di cava" "sale di miniera" o "sale di rocca", il salgemma (nome composto da sale e gemma per il suo aspetto cristallino) viene utilizzato per la produzione del Cloruro di Sodio (NaCl), comunemente chiamato sale. Il sale cristallino è anche conosciuto come 'Halite', il diamante del sale, dal greco αλς = sale e λίθος = pietra.

Estratto da giacimenti saliferi sotterranei, il salgemma è un minerale che si trova principalmente sotto forma di banchi estesi; questi banchi si trovano inclusi nelle rocce di tutte le età geologiche e il loro spessore può variare da poche decine di centimetri a svariate centinaia di metri. Spesso le rocce che lo racchiudono sono argillose e pertanto impermeabili all'acqua favorendo la conservazione del minerale, che verrebbe altrimenti diluito da acque sotterranee.

Differenza tra salgemma e sale marino

Anche se tutto il sale ha origine dal mare si deve distinguere tuttavia dal punto di vista qualitativo il sale marino, prodotto oggi nelle saline per evaporazione dell'acqua di mare, dal salgemma. Infatti i differenti processi produttivi possono dare luogo a differenze qualitative anche rilevanti. Del resto la produzione del sale marino non fa che riprodurre in piccolo e nelle prime fasi i giganteschi fenomeni avvenuti nel passato e che diedero origine agli imponenti giacimenti saliferi sparsi abbondantemente in tutto il mondo.

Il sale marino però solo se è stato prodotto con lo scrupolo e l'attenzione che il processo di raffinazione richiede e senza il quale il prodotto è poco raccomandabile non solo per l'uso alimentare ma anche per molti usi industriali, può al più diventare buono quanto il salgemma. Col processo di raffinazione industriale, il sale marino grezzo viene infatti ripulito chimicamente e ridotto a cloruro di sodio; i minerali e gli oligoelementi essenziali vengono considerati delle impurità e come tali vengono eliminati. Il cloruro di sodio, così isolato e innaturale, non ha più niente a che vedere con la natura, con l'integralità o con il sale genuino che, invece, racchiude in sé tutti gli elementi naturali (84 minerali), gli stessi che costituiscono il nostro corpo. Quindi, il sale marino raffinato e messo in commercio è un sale non più naturale ma un sale impoverito che, come spesso a torto si crede, non è per nulla migliore del salgemma, che forte della sua qualità, sul mercato si distinguerà sempre per una maggiore quotazione economica.

Il salgemmache è  un sale marino minerale integrale e naturale, ha un livello qualitativo legato all'origine di ogni giacimento il quale ha uno standard qualitativo proprio, che dipende dalla quantità e dalla qualità delle componenti diverse dal cloruro di sodio presente nel minerale, differente in ogni giacimento, e in misura minore, in ogni cantiere di coltivazione. Eppure mai, e per ovvie ragioni, il salgemma, che ha origine da una lentissima cristallizzazione naturale e integrale di un mare antico e incontaminato di sei milioni di anni fa, conterrà le impurità del sale marino grezzo, conseguenza nefasta dell'inquinamento che minaccia oggi tutti i nostri mari.

Parametri di misurazione.
I parametri fondamentali della qualità del sale sono:
- il tenore di NaCl
- il colore (bianco)
- la granulometria
- l'umidità

Ciascun parametro ha un peso più o meno determinante a secondo delle specifiche esigenze dei diversi impieghi industriali o dei mercati.